Ciò che è accaduto nei giorni scorsi è quanto di più doloroso e crudele potessimo immaginare.

Il suicidio di una persona è un atto sociale drammatico, non riusciamo ad accettare che Alberto Re, padre della Presidente Natalia, abbia compiuto un gesto così estremo.

La cronaca locale e nazionale ha raccontato le circostanze, che per noi meritano (e meriteranno) analisi, approfondimenti ed azioni volte a contrastare il contesto ove e come sia accaduto.

 

Alberto Re si è sacrificato per affermare e preservare i valori etici, che lo hanno sempre contraddistinto. Immaginiamo la sua sofferenza, il suo pensare che nulla sarebbe stato possibile per riabilitare la sua onorabilità.

Ma chi ha il diritto di condurti al suicidio? Nessuno.

Chi ha il diritto di dilaniare la tua anima? Nessuno.

Chi può permettersi di renderti protagonista di una derisione collettiva? Nessuno.

È il senso della misura che si è perso, del sensazionalismo più becero, di sentirsi superiori e giudicanti, ma è soltanto una condizione illusoria.

La tragedia che ha coinvolto Alberto Re, focalizza lo smarrimento sociale al quale assistiamo quotidianamente. Una società del rumore che con ferocia, e senza pietà, colpisce le vulnerabilità umane. Una società che si consolida nell’utilizzo distorto dei social, nell’uso di linguaggi aggressivi, e soprattutto nella viralità di mettere alla pubblica gogna l’individuo di turno. Tutto questo, il MIG lo ha sempre contrastato, ed ancor di più, sarà portato avanti.

 

Non riusciamo a darci una spiegazione, ma di una cosa ne siamo certi: ‘la Gentilezza è una virtù necessaria’.

 

In Memoria di Alberto Re.