Sono stata ospite di Pomeriggio 24, a Rai News, abbiamo parlato di femminicidio, di violenza, di come Giulia abbia vissuto la sua vita con attenzione verso la dolcezza e la cura degli altri. 

Perché è il linguaggio che fa la differenza, che svolge in ogni ambito della società un compito performante e creativo, che crea la bellezza della gentilezza, che non può mai essere rabbioso e violento.
Oggi lo scenario è deludente, a tratti fa paura, ecco che riprendere un nuovo modo di parlare e di usare le parole è necessario, un approccio pieno di consapevolezza, che non urti mai la sensibilità di alcuno.
 Del resto, la nostra coscienza ci permette di intenzionare i fatti e gli oggetti che ci circondano, di avere stati mentali rispetto ad essi, identificandone il senso.
Le parole di Gino Cecchettin, padre di Giulia, ci indicano una strada che è fatta di grande cambiamento, parole pensate e ben espresse mai con tono di ira. Ha contrapposto alla violenza un linguaggio pacato, eppure quell’uomo ha perso la figlia nel tragico modo che tutti sappiamo.
Una esortazione anche alle donne, giovani e meno giovani, la vita necessita di libertà e per questo è importante avere indipendenza economica, che ci da la responsabilità di lasciare un posto per andare ad essere libere altrove, senza gabbie e costrizioni. 
La strada è lunga, le donne oggi che lavorano sono ancora troppo poche, quelle che hanno un conto corrente intestato ancora meno. E’ una rivoluzione indispensabile ma necessaria e che come MIG faremo con gentilezza.
 
Natalia