‘Siamo ad un punto di non ritorno, l’ordine sociale è stato sovvertito da un crescendo di episodi figli del degrado socio-culturale, di violenza generalizzante, e di prevaricazione del branco. Una buona fetta della società attuale, in particolare giovanile, è governata da tutto questo. E non è certamente, la repressione che può ripristinare l’ordine. Ma unicamente l’educazione. In primis, in seno alle Famiglie’ – è quanto afferma la Presidente del MIG, Natalia Re.

Una riflessione necessaria per i continui fatti di cronaca, di violenza femminicida, di spari accaduti durante la movida serale, di baby gang che accerchiano bullizzando chi è più fragile, di ‘testi musicali’ che inneggiano alla brutalità della vita.

Ed è proprio quello sparo di pistola, che arriva dritto al Movimento Italiano della Gentilezza, generando dolore potentissimo.

 

Ed allora, cosa bisogna fare, quali azioni intraprendere?  ‘Bisogna partire dall’educazioni alle emozioni, essendo delle forze motrici molto forti che influenzano il modo in cui pensiamo, apprendiamo e interagiamo con gli altri. Riconoscere, comprendere e gestire le emozioni, prepara ad affrontare le sfide della vita. Pensiamo all’individuo che ha appreso come gestire emozioni anche negative, come la tristezza, la delusione, la rabbia, lo stress: sarà meglio equipaggiato per affrontare gli ostacoli che la vita gli presenterà. Non soltanto educazione emotiva, ma è tutto quel processo legato a valori morali ed etici, che deve essere ripristinato, affinchè il crollo in atto, possa essere recuperato’, conclude la Re.