Non sulla nostra pelle

I mass media li governa l’uomo

o è l’uomo che si è fatto prendere la mano dai mass media?

(L’altra faccia della medaglia)

 

  • Lei: allora cos’è che vuoi dirmi? Quando fai così non ti sopporto. Le tue paturnie mi fanno innervosire; tira fuori il rospo e non girarci tanto attorno.
  • Lui: grazie, come sei buona…tu mi capisci e mi sopporti sempre e io ho bisogno di sfogarmi. Devi ammetterlo anche tu mia cara, abbi pazienza; una volta la vita aveva un ritmo diverso, era più a misura d’uomo, si riusciva a fare tutto ugualmente senza…
  • Lei: già incominci male. Te l’ho già detto tante volte testone! Bisogna vivere l’oggi non il passato. Bisogna essere “à la page”, “sul pezzo”, sul “così fan tutti”.
  • Lui: ma ho solo iniziato ad esprime un pensiero, un’opinione; non criticarmi subito; sai che poi mi scappa la voglia e mi sgonfio come un soufflè; a proposito, quello di ieri sera era stupendo. Lascia che ti spieghi meglio..
  • Lei: grazie del complimento, sono così rari..comunque dall’approccio ho già capito dove vuoi parare e…
  • Lui: alt! Fermati. Se inizi così non andiamo da nessuna parte e finiamo di litigare, come succede quasi sempre, amor mio.
  • Lei: guarda che a incominciare sei tu! Io sono calmissima. E va bene! Parla, ma guarda di essere convincente.
  • Lui: stavo dicendo: una volta la vita aveva un ritmo diverso e facevamo tutto anche senza i cellullari, i tablet, i computer, i sofisticati smartphone…
  • Lei: eccolo, eccolo lì! Non mi sbagliavo; stai nuovamente rimpiangendo il tempo passato che, scusami, oggi non macina più nulla…
  • Lui: e..ma se non mi fai andare avanti, non puoi capire il mio ragionamento.
  • Lei: non ti interrompo più; promesso; proseguiLui: Il modo di comunicare più di vent’anni fa era differente; certamente più limitato, meno immediato, ma forse più pensato, ragionato, meno aggressivo. La vita era già frenetica certamente, ma si snodava a un ritmo un po’ più lento rispetto all’oggi; se si doveva dare una risposta a qualcuno, prendere una decisione importante vi era più tempo per pensarci sopra; non ti potevano cercare quando eri per strada, in macchina, in un ristorante o semplicemente per i fatti tuoi (magari anche molto intimi). Ti rintracciavano in ufficio o a casa; generalmente in ufficio per questioni di lavoro e casa per questioni private. Oramai lavori sempre e non ti riposi mai, oppure stai riposando ma comunque lavori sempre; e si! Continuamente rintracciabile.
  • Lei: No, no!! Abbi pazienza ma devo fermarti; su certi punti puoi anche aver ragione e se vuoi ne possiamo discutere ma, il business è business e la macchina produttiva dei soldi, del guadagno deve girare 24 ore su 24 caro te! La concorrenza è spietata e non guarda in faccia a nessuno; vale sempre il detto “chi si ferma è perduto”.
  • Lui: Che dire? Non posso darti torto; il mondo vedo anch’io come sta girando sai! Sembra una trottola impazzita! Devo però dirti ciò che mi sconcerta di più?
  • Lei: avanti dimmi cos’è che ti sconcerta; ne trovi sempre una per essere negativo.
  • Lui: ma che negativo, negativo! Ascolta: mi sai spiegare perché le persone quando camminano per strada sono sempre incollate al cellulare? Con chi parlano? Cosa hanno da dire?
  • Lei: sei proprio un bel tipo sai! Ma cosa te ne frega! Cosa vai a sindacare! Lascia che la gente faccia quello che vuole! Se parla avrà bisogno di parlare…
  • Lui: Va bene, va bene! Posso anche darti in parte ragione anche se, lasciamelo dire, mi sembrano tanti zombie, concentrati solo su se stessi e con l’interlocutore di turno, isolati dal resto del mondo. Ma veniamo al comportamento peggiore e più pericoloso e cioè di quando siamo in macchina; lo sai che da un recente studio è stato rilevato che l’uso del cellulare alla guida, direttamente o indirettamente è la causa del 20% di incidenti stradali e che tale percentuale sale al 40% se si considerano quelli con esito mortale? E poi ancora che oltre il 55% degli automobilisti italiani utilizza lo smartphone in modo vietato dal Codice della strada?
    • Lei: beh! Su questo devo darti ragione; quello che è giusto, e giusto! Siamo un popolo poco rispettoso delle regole o per essere più precisi e per non fare di tutte le erbe un fascio, un gran numero le rispetta ma un altro gran numero le trasgredisce; è la scarsa educazione civica trascurata da anni e dai cattivi comportamenti da parte di certe persone adulte e anziane, dai politici, dagli opinion leader, dai tanti, oggi di moda, influencer, che se per caso non ne conosci il significato, sono quelle persone che hanno il potere di influenzare le decisioni di acquisto forti della loro autorità, conoscenza, posizione e rapporto con il pubblico
    • Lui: grazie cara, avevo proprio bisogno di questa tua spiegazione; sai con la mia età non riesco a star dietro a tutte le evoluzioni del mondo delle comunicazioni: c’è da perdersi!!
    • Lei: non c’è di che; continuando nel discorso e rivolgendoci in modo particolare ai giovani questi, giustamente, vogliono vedere i fatti e non solo sentire belle parole; rimangono contagiati spesso in modo negativo.

    Però, scusami, cerchiamo di vedere il bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto. Pensa all’utilità, che dico, all’indispensabilità di questi mezzi di comunicazione durante la recente pandemia con la limitazione o addirittura l’impossibilità a vedersi:

    “papà come stai?”

    “insomma, così così; quando vieni a trovarmi?”

    “sai che ora non posso ma spero presto”

    “che bella la foto di Cesarino, grazie che me l’hai mandata”

    Lui: con questo esempio mi spiazzi e devo a mia volta darti ragione; però quando penso alle porcherie che vengono dette in rete, alle calunnie, all’odio dilagante, alla sfrenata aggressività, al falso buonismo, agli insulti gratuiti, mi arrabbio e ne rimango disgustato; e quindi mi pongo la domanda: i mass media li governa l’uomo o è l’uomo che si è fatto prendere la mano dai mass media?

     Lei: domanda delle 100 pistole come direbbe il nostro amico Giuseppe alla quale quindi non è facile rispondere. Senti fermiamo le biglie e ragioniamoci su da buoni amici; certe volte abbiamo opinioni differenti ma poi un ragionamento comune ci fa incontrare.
  • Dunque; penso al poter rintracciare e parlare con i nostri figli in ogni momento (sempre che rispondano è!!!), penso al poter avere informazioni in tempo reale (sempre che non siano fake news!! Cioè notizie completamente false); penso al poter consultare in ogni momento il proprio conto corrente (e magari scoprirlo in rosso!) o fare un bonifico all’istante, penso poter chiedere soccorso in caso di emergenza; penso al poter avere on line l’esito di esami di laboratorio da parte dell’ALS; penso all’invio di testi, immagini, video; penso ai fantastici e operativi 24 ore su 24 gruppi whatsapp, penso al poter “cinguettare” con gli amici; penso al poter organizzare incontri di lavoro, apericene, prenotare la palestra e forse tante altre cose ancora; penso infine alla DAD nel terribile periodo di pandemia.

    • Lui: abbi pazienza ma che cos’è la DAD?

    Lei: ma vivi proprio fuori dal mondo! La didattica a distanza no! Con le scuole un po’ chiuse e un po’ aperte per colpa del “corona” se non ci fossero stati i computer come avrebbero fatto gli insegnanti a far lezione e gli studenti ad apprendere?

    Lui: si, si ne ho sentito parlare e ho anche letto da qualche parte che più del 50% degli studenti con questa DAD fanno più fatica a seguire le lezioni dei professori e gli stessi dichiarano che pro futuro ci saranno più ragazzi che abbandoneranno la scuola secondaria. Comunque al di là della DAD, argomento molto importante e che richiederebbe approfondimenti, tutto ciò che hai detto sull’utilità dei moderni mezzi di comunicazione è vero e poi, contraddicendo un po’ me stesso, capisco che bisogna sempre guardare avanti senza dimenticare però da dove veniamo.

    Lei: oh! Vedo che la tua mente si sta aprendo un po’ e questo, caro, mi fa molto piacere.

    Lui: si è vero: sono un testone, come dici tu, ma una piccola parte del mio cervello è sempre pronta a recepire e aperta al confronto.

  • Però torniamo a bomba e, come hai detto tu, alla famosa domanda delle 100 pistole o se vuoi dal 1.000.000 di dollari (che poi oggi non è più una cifra esagerata): i mass media li governa l’uomo o è l’uomo che si è fatto prendere la mano dai mass media?

    • Lei: con questa domanda mi metti in difficoltà, accidenti a te! Non è facile dare una risposta… così su due piedi; indubbiamente la questione è molto dibattuta; è un tema spinoso, divisivo e che coinvolge una marea di interessi da un lato e preoccupazioni dall’altro.

     Un fatto è certo e assodato: questi mezzi di comunicazione di massa sono ormai diffusissimi e anche i più refrattari non ne possono e non ne potranno fare a meno; ma mi rendo conto che ci sto girando attorno ed eludo la tua domanda.

    • Lui: non è facile neanche per me; mi viene in mente una famosa definizione di Umberto Eco di alcuni anni fa sugli effetti causati dai media dopo una quantità enorme di studi e di ricerche e sulla quale ancora oggi gli esperti si dividono: gli “apocalittici” da una parte per i quali i media hanno una portata sostanzialmente distruttiva rispetto alla socializzazione ordinaria e gli “integrati” dall’altra parte propensi piuttosto a considerare gli esiti positivi e controllabili della socializzazione tramite media.
    • Lei: interessante questa definizione del grande semiologo alessandrino che però non ci aiuta più di tanto a dirimere la questione; ci presenta un mondo di esperti spaccati a metà, ci rende edotti che il dibattito è aperto e poi?
    • Lui: e poi, la gente comune dove sta secondo te? Tutti ci siamo dentro fino al collo e non siamo in grado a chi dar ragione, di farci una opinione, di capirci qualcosa, insomma!
    • Lei: è una situazione complessa anche perché sono in gioco interessi planetari: si sa ma non si dice; si sa ma l’informazione è capziosa e/o di parte; non si sa o si sa poco e quindi non si può dire ancora nulla di preciso; le convenienze economiche e geopolitiche sono enormi; il 5g, che per i poco informati sono tecnologie di nuova generazione per la comunicazione mobile che permetteranno molte connessioni in contemporanea con alta velocità e tempi di risposta molto rapidi, andrà avanti comunque
    • (anche se non pochi ne paventano rischi per la salute) ma le aziende ne hanno bisogno, la gente la vuole, tutto il sistema deve andare sempre più veloce, molto più veloce, velocissimo.

      • Lui: oh! La mia mente si è in po’ aperta ma anche tu non scherzi e ti vedo preparata e non di parte; te lo avevo detto che a forza di discutere e confrontarci un ragionamento comune lo avremmo trovato; e il ragionamento comune ci porta a chiedere con forza che la donna e l’uomo della strada, siano sempre più coinvolti e informati nel processo innovativo, previlegiati nel conoscere in dettaglio l’evoluzione massmediatica, responsabilizzati sui comportamenti individuali e collettivi e aver voce in capitolo; e poi lasciamelo dire ad alta voce: “NON SULLA NOSTRA PELLE”.
      • Lei: sono d’accordo! Saranno discorsi utopistici ma dopo che un microscopico virus ha sconquassato l’intera umanità, illusa da anni di essere in grado di badare a se stessa credendosi onnipotente, un pizzico di utopia che volga verso una presa di coscienza ed a un cambiamento, ci casca a pennello.

      Dopo tutti questi bei discorsi impegnativi, “me la dai l’amicizia?”

      • Lui: ma io ti sono amico da sempre e lo sai benissimo.
      • Lei: ma l’amicizia sul web stupido!
      • Lui: ah!…L’amicizia sul web…va bene! Ma a un patto.
      • Lei: sentiamo qual’ è questo patto.
      • Lui: che mi scrivi solo frasi d’amore e che non le giri a tutto il mondo…
      • Lei: beh! Questo va un po’ oltre l’amicizia e..va bene; promesso. E adesso lasciamo a casa i cellullari e andiamo a farci una pizza; ho una fame!
      • Lui: così mi piaci; ma se poi ci cerca qualcuno?
      • Lei: ma vai a quel paese, va…!!!

       

       

       

      Giorgio Milani